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	<title>Archivio Palazzo DucaleArchivio mostre Archivi - Archivio Palazzo Ducale</title>
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		<title>Mostra fotografica</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Aug 2019 15:20:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[AI VOSTRI POSTI. La fotografia sportiva in Giappone]]></category>

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		<description><![CDATA[La mostra aprirà al pubblico il 7 settembre al Museo dell’Opera di Palazzo Ducale, nell'ambito della Japan Week in Venice e anticipazione delle Olimpiadi 2020 di Tokyo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>AI VOSTRI POSTI<br />
</strong><strong>La fotografia sportiva in Giappone</strong></h2>
<h2><strong>&nbsp;</strong></h2>
<p><strong>Dal 7 al 29 settembre 2019</strong><br />
<strong>Venezia, Palazzo Ducale &#8211; Museo dell&#8217;Opera</strong></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-18490" src="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il salto, il lancio, la corsa, il tuffo, la bracciata, la parata, la presa, il calcio, la stoccata. I corpi degli atleti compiono le azioni primordiali dell’uomo, affinate nell’esercizio e per la sfida. Verso Tokyo 2020, una carrellata mozzafiato dei migliori scatti del gotha della fotografia sportiva del Giappone, in collaborazione con Japan Camera Industry Institute.</p>
<p>Le 50 immagini selezionate dal repertorio di 15 autori mostrano la moltitudine degli sport e delle categorie, ma soprattutto intendono porre l&#8217;interrogativo-cardine della fotografia professionale sportiva, ovvero se privilegiare l&#8217;estetica o la cronaca, o realizzare un unicum formidabile. Con foto di A. Mizutani, T. Yoshioka, N. Takeda, Y. Nomura e altri.</p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Akito Mizutani</strong><br />
Nagano, 1940. Akito Mizutani è un fotografo sportivo, specializzato in diverse discipline, tra cui gli sport invernali e acquatici, il calcio e l’atletica. Noto nel mondo per l’approccio artistico e la capacità di catturare ed esprimere il movimento e l’emozione nella fotografia sportiva. Dal 1970, anno della prima acclamata galleria fotografica dal titolo &#8220;Ski, Pushing the Limits&#8221;, le foto di Mizutani compaiono in riviste, libri e mostre. Nel 2001 crea una scuola di fotografia sportiva, per ispirare e formare la nuova generazione di fotografi professionisti nel suo paese. È Presidente di AJPS, l’associazione giapponese di stampa sportiva dal 1993 e da oltre 20 anni è uno dei più apprezzati fotografi di sport del Giappone. Tra i vari riconoscimenti ricevuti,il Premio Kodansha nel 1981, lo JPS Artist Award nel 2007 e lo Yamaha Challenge Award nel 2011. Affiliato a: Tokyo College of Photography, The Photographic Society of Japan, Japan Professional Photographers Society, Association Japan de la Presse Sportive, Association International de la Presse Sportive</h4>
<h4>&nbsp;</h4>
<h4><strong>Hideaki Arikawa</strong><br />
Kanagawa, 1975. Nasce sportivo, praticando l’atletica leggera presso Nippon Sport Science University. Affascinato dagli sport equestri e dall’atletica, dal 2012 intraprende la carriera autodidatta di fotografo sportivo. Dal 2015 al 2018 è al Mizutani-juku. Oggi è fotografo professionista specializzato in sport.</h4>
<h4>&nbsp;</h4>
<h4><strong>Daisuke Asauchi</strong><br />
Classe 1983, dall’età di 11 anni dimostra interesse per la fotografia di sport e paesaggi, iniziandone lo studio autodidatta. Raffina la tecnica fotografando sport equestri e atletica; dal 2016 si aggiudica per 4 volte il primo premio alla sezione sport del photocontest del mensile Capa, giuria presieduta da Akito Mizutani.</h4>
<h4>&nbsp;</h4>
<h4><strong>Masanori Kobayashi</strong><br />
Kanagawa, 1965. Nel 2013 intraprende la carriera di fotografo sportivo autodidatta, con particolare riferimento al rugby. Dal 2015 è allievo del Mizutani-juku.</h4>
<h4>&nbsp;</h4>
<h4><strong>Atsuhiko Nakai</strong><br />
Nato nel 1962, è attualmente al terzo Mizutani-juku. Segue le Paralimpiadi dal 2008 (Pechino), quindi Londra nel 2012, Rio nel 2016 e Incheon nel 2018, come membro del pool fotografico SportsPressJP. Oltre all’attività espositiva capillare nel paese, è attivo nella conoscenza e nella diffusione degli sport paralimpici.</h4>
<h4>&nbsp;</h4>
<h4><strong>Yoshihiro Nomura</strong><br />
Nato nel 1963. Ispirato dal padre fotografo di montagna, dalle scuole elementari si dedica alla fotografia sportiva dopo aver ricevuto in dono un teleobiettivo dismesso. Alle medie è nel club di fotografia e così via fino a oggi, al terzo anno di Mizutani-juku. Nel 2018 è selezionato per la mostra JPS (Japan Professional Photographers Society).</h4>
<h4>&nbsp;</h4>
<h4><strong>Norihisa Oyama</strong><br />
Tokyo, 1960. Inizio carriera al liceo, dal 2013 è allievo del Mizutani-juku. Fotografa tutti gli sport, tra cui sumo, pattinaggio, baseball giovanile.</h4>
<h4>&nbsp;</h4>
<h4><strong>Hidenobu Sato</strong><br />
Nagano, 1967. Amministratore di hotel, svolge contemporaneamente la professione di fotografo sportivo, in particolare in ambito sciistico. Membro del Mizutani-juku e del Nihon Shashin Kyokai (The photographic Society of Japan).</h4>
<h4>&nbsp;</h4>
<h4><strong>Junko Sato</strong><br />
Vive a Tokyo, 1968. Da quattro anni fotografa sport; ha all’attivo mostre personali, ed è stata selezionata per la mostra JPS.</h4>
<h4>&nbsp;</h4>
<h4><strong>Norimi Takeda</strong><br />
Yokohama, 1981. Ispirata dal lavoro di Mizutani, decide di dedicarsi alla fotografia sportiva. Dal 2014 è al Mizutani-juku.</h4>
<h4>&nbsp;</h4>
<h4><strong>Sachie Torikai</strong><br />
Takaoka, 1982. Fotografa impegnata sul fronte documentaristico sport/umano, nel 2011 la sua opera DNA, foto di padre e madre, si aggiudica il primo premio al photocontest WONDER!UNDER30! &#8211; dall’anno successivo inizia la professione freelance. Dal 2014 è presso il Mizutani-juku. Nel 2015 vince il premio Yonosuke Natori con “Amputee Boy – Ken-chan”.</h4>
<h4>&nbsp;</h4>
<h4><strong>Akiko Yamamoto</strong><br />
Saitama, 1991. Fotografa, soprattutto boxe, dall’età di 19 anni, colpita dall’azione drammatica. Improntata alla documentaristica sportiva, è interessata sia all’aspetto atletico che a quello umano dello sportivo. Nel giugno 2013 tiene la personale Mechanism alla galleria Mujikobo a Yokohama.</h4>
<h4>&nbsp;</h4>
<h4><strong>Eri Yamamoto</strong><br />
Yokohama, 1991. Laureata presso l’Università d’Arte di Musashino e specializzata in fotografia, dal 2015 è presso il Mizutani-juku.</h4>
<h4>&nbsp;</h4>
<h4><strong>Mitsunori Yoshida</strong><br />
Saitama, 1959. Allievo del Mizutani-juku dal 16.imo corso (2016).</h4>
<h4>&nbsp;</h4>
<h4><strong>Tenpei Yoshioka</strong><br />
Tokyo, 1971. Allievo del Mizutani-juku dal 16.imo corso (2016). Attivo in ambito teatrale e pubblicitario, infonde espressività drammatica alle foto di sport.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h4><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-18490" src="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>La visita alla mostra è compresa nel biglietto d&#8217;ingresso a Palazzo Ducale</strong></span></p>
<p><strong>Orari</strong><br />
da domenica a giovedì 8.30 – 21.00<br />
venerdì e sabato 8.30 – 23.00</p>
<p><em>Mostra a cura dell&#8217;Istituto giapponese di cultura in Italia</em><br />
<em>In collaborazione con </em><em>Japan Camera Industry Institute e l’Ambasciata del Giappone in Italia</em></p>
<p>Iniziativa nell&#8217;ambito della <strong>Japan Week in Venice</strong> (27 agosto &#8211; 6 settembre 2019)<br />
organizzata dalla Fondazione Italia Giappone, con l&#8217;appoggio del Comune di Venezia, il supporto della Venice International University – VIU, il sostegno dell’Università Ca’ Foscari e i patrocini del Ministero degli Affari Esteri italiano, delle Ambasciate giapponese presso la Repubblica italiana e italiana in Giappone, del Comune di Venezia e della Città Metropolitana di Venezia.</p>
<h4>Immagine: Norimi Takeda,<em> Campionato Nazionale Atletica</em>, 2016</h4>
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		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jul 2019 09:57:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[DA TIZIANO A RUBENS. Capolavori da Anversa e da altre collezioni fiamminghe]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 5 settembre 2019 gli spettacolari appartamenti del doge verranno trasformati in ‘constkamers’, stanze arricchite da meravigliose opere d'arte che rappresentano le ricchezze delle collezioni fiamminghe. Con capolavori di artisti quali Tiziano, Rubens, van Dyck e Sweerts. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>DA TIZIANO A RUBENS<br />
</strong><strong>Capolavori da Anversa e da altre collezioni fiamminghe</strong></h2>
<h2><strong>&nbsp;</strong></h2>
<p><strong>Dal 5 settembre 2019 al 1 marzo 2020</strong><br />
<strong>Venezia, Palazzo Ducale &#8211; Appartamento del Doge</strong></p>
<p><strong>Orario: tutti i giorni 8.30 &#8211; 19.00<br />
Ultimo ingresso 18.30</strong></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-18490" src="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p>&nbsp;</p>

<a href='https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2019/07/2.Da_Tiziano_a_Rubens-Palazzo_Ducale.jpg'><img decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2019/07/2.Da_Tiziano_a_Rubens-Palazzo_Ducale-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2019/07/3.Da_Tiziano_a_Rubens-Palazzo_Ducale.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2019/07/3.Da_Tiziano_a_Rubens-Palazzo_Ducale-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2019/07/6.Da_Tiziano_a_Rubens-Palazzo_Ducale.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2019/07/6.Da_Tiziano_a_Rubens-Palazzo_Ducale-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>

<p><strong><em>Alla scoperta dell&#8217;arte fiamminga con gli esclusivi capolavori dai principali musei fiamminghi in mostra al Palazzo Ducale di Venezia.</em></strong></p>
<p>Dal 5 settembre fino al 1 marzo 2020 la Fondazione Musei Civici di Venezia, assieme alla città di Anversa, VisitFlanders e la Flemish Community, presenta <em>Da Tiziano a Rubens. Capolavori da Anversa ed altre collezioni fiamminghe</em>, una mostra curata da Ben Van Beneden, direttore della Rubenshuis di Anversa. Gli spettacolari appartamenti del doge verranno trasformati in ‘constkamers’, stanze arricchite da meravigliose opere d&#8217;arte che rappresentano le ricchezze delle collezioni fiamminghe. Assieme a capolavori di artisti quali <strong>Tiziano, Peter Paul Rubens, Anthony van Dyck</strong> e <strong>Michiel Sweerts</strong>, la mostra porta in Italia una grande varietà di raffinate opere d&#8217;arte.</p>
<p><strong>Tre icone della pittura veneziana tornano nella loro casa natale</strong>, Venezia: <em>Jacopo Pesaro presentato a San Pietro da Papa Alessandro VI </em>di Tiziano, la pala d&#8217;altare proveniente dall&#8217;ex Chiesa di San Geminiano, definito dalla stampa internazionale “il Tintoretto di David Bowie”, e il <em>Ritratto di una Dama e sua figlia</em> di Tiziano (che si pensa rappresenti l&#8217;amante del pittore e la loro figlia Emilia).</p>
<p>Questi capolavori appartenenti alle collezioni fiamminghe, sia pubbliche che private, sono raramente concessi in prestito, ed alcuni vengono mostrati in pubblico per la prima volta. <em>Da Tiziano a Rubens</em> è perciò un&#8217;occasione unica.</p>
<p>Una sezione speciale della mostra sarà dedicata al famoso compositore fiammingo <strong>Adriaan Willaert</strong>, che si stabilì definitivamente nella Serenissima per diventare Maestro di Cappella della Basilica di San Marco nel 1527. Fu Willaert a fondare l&#8217;acclamata Scuola di Musica Veneziana, frequentata, tra&nbsp; gli altri, da Giovanni Gabrieli e Claudio Monteverdi.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-18490" src="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Direzione scientifica</em> Gabriella Belli</strong><br />
<strong><em>A cura di</em> Ben van Beneden</strong></p>
<p><strong><em>Mostra organizzata da</em></strong> <strong>Fondazione Musei Civici di Venezia<br />
<em>In collaborazione con</em></strong> <strong>Flemish Community, Città di Anversa, VisitFlanders</strong></p>
<p><a href="https://www.visitantwerpen.be/nl" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.visitantwerpen.be</a><br />
<a href="https://www.flemishmasters.com/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.flemishmasters.com</a></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-20463 alignleft" src="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2019/07/A_logo_int_Engels_web.jpg" alt="" width="122" height="122" srcset="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2019/07/A_logo_int_Engels_web.jpg 500w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2019/07/A_logo_int_Engels_web-100x100.jpg 100w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2019/07/A_logo_int_Engels_web-300x300.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 122px) 100vw, 122px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-20464 alignleft" src="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2019/07/logo-Flemish-Masters_EN-web.jpg" alt="" width="117" height="135" srcset="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2019/07/logo-Flemish-Masters_EN-web.jpg 500w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2019/07/logo-Flemish-Masters_EN-web-260x300.jpg 260w" sizes="auto, (max-width: 117px) 100vw, 117px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-18490" src="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><br />
La visita alla mostra è compresa nel biglietto d&#8217;ingresso a Palazzo Ducale<br />
</strong></span></p>
<p><strong>Info e prenotazioni</strong><br />
Call center 848082000 dall&#8217;Italia<br />
+39 041 42730892 dall&#8217;estero</p>
<p><strong>Orario: tutti i giorni 8:30 &#8211; 19:00<br />
Ultimo ingresso 18.30<br />
</strong></p>
<p><strong>#DaTizianoARubens</strong></p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/XaBQASFu2_0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"><span data-mce-type="bookmark" style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" class="mce_SELRES_start">﻿</span></iframe></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-18490" src="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="spreaker-player" href="https://www.spreaker.com/show/da-tiziano-a-rubens-le-sale" data-resource="show_id=4061634" data-theme="light" data-autoplay="false" data-playlist="show" data-cover="https:&quot;https:\/\/d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net\/images.spreaker.com\/original\/286072ce964cc6a3c1481e45495e81ff.jpg&quot;" data-width="100%" data-height="400px">Ascolta &#8220;Da Tiziano a Rubens: le sale.&#8221; su Spreaker.</a><script async="" src="https://widget.spreaker.com/widgets.js"></script></p>
<p>Visita la mostra con un accompagnamento virtuale, sala per sala!<br />
Qui trovi le versioni audio dei pannelli esplicativi complementari alle opere.</p>
<p>In collaborazione con <a href="https://open.spotify.com/show/6PgKWiLs9oYsmgOjyDLwUw" target="_blank" rel="noopener">Radio Ca&#8217; Foscari</a>&nbsp;</p>
<p><a href="https://open.spotify.com/show/6PgKWiLs9oYsmgOjyDLwUw" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-26290 size-thumbnail" src="http://www.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/03/logo_radiocafoscari_-100x100.png" alt="" width="100" height="100"></a></p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Dec 2018 14:52:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[CANALETTO E VENEZIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 23 febbraio 2019 una mostra dedicata al Settecento veneziano con le sue luci e ombre nelle sale di Palazzo Ducale. Il racconto di un secolo straordinario e del suo protagonista: Giovanni Antonio Canal, il Canaletto. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>CANALETTO E VENEZIA</strong></h2>
<p><strong>Dal&nbsp;23 febbraio al 9 giugno 2019</strong><br />
<strong>Venezia, Palazzo Ducale &#8211; Appartamento del Doge</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-18490" src="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="auto, (max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il Settecento veneziano con le sue luci e ombre si snoda lungo le sale di Palazzo Ducale, nel racconto di un secolo straordinario e del suo protagonista: Giovanni Antonio Canal, il Canaletto.</strong><br />
Una stagione artistica di grande complessità e valore, di eccellenze nel campo della pittura, della scultura, delle arti decorative. Fin dal suo inizio il 700 si mostra come un secolo di enorme vitalità e grandi cambiamenti, nel linguaggio dell&#8217;arte, nella storia delle idee e delle tecniche, nella vita sociale.</p>
<p>La mostra parte dall&#8217;affacciarsi nei primi anni di una nuova forma artistica, che rompe i legami con il rigore del Classicismo e con la teatralità del Barocco, mentre il colore prende il sopravvento sul disegno. <strong>Luca Carlevarijs</strong> pone le basi del vedutismo veneziano, <strong>Rosalba Carriera</strong> rinnova l&#8217;arte del ritratto. Due giovani coetanei dipingono opere in cui la luce acquista valenza fondante, costitutiva: <strong>Giambattista Tiepolo</strong> con pennellate aggressive in composizioni dinamiche, <strong>Canaletto</strong> nella pittura di vedute, lo stile di entrambi si farà poi più controllato e nitido.<br />
Il viaggio prosegue con la pittura di costume di <strong>Pietro Longhi</strong>, l&#8217;esplosione del vedutismo, la pittura di storia e quella di paesaggio, il capriccio. E la grande stagione dell&#8217;incisione, che diversi sperimentano, e di <strong>Giambattista Piranesi</strong>. Il racconto di questo secolo è anche quello della presenza europea della Serenissima e del viaggiare dei suoi artisti. Mentre anche l&#8217;arte vetraria di Murano vive i suoi fasti, con l&#8217;oreficeria e la manifattura di porcellane.<br />
Protagonisti di fine secolo sono <strong>Francesco Guardi</strong> e <strong>Giandomenico Tiepolo</strong>, figlio di Giambattista. Nelle vedute di Guardi il linguaggio pittorico, tremolante e allusivo, lontano dalle solari certezze di Canaletto, sembra evocare una Venezia in disfacimento, mentre il tempo del vivere felice e aristocratico lascia il posto a un popolo di irriverenti Pulcinella, dove tutti sono liberi e uguali, e sullo sfondo la rivoluzione infiamma la Francia. Il secolo dei lumi, e il percorso espositivo, si chiude con l&#8217;affermarsi del Neoclassicismo, su tutti giganteggia <strong>Antonio Canova</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-18490" src="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="auto, (max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p><strong><em>Direzione scientifica</em> Gabriella Belli</strong><br />
<strong><em>A cura di</em> Alberto Craievich</strong></p>
<p><strong><em>Con la collaborazione di</em> RMN &#8211; Grand Palais, Parigi</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-18490" src="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="auto, (max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><br />
<a href="https://muve.vivaticket.it/ita/tour/mostra-canaletto-e-venezia/2248" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Acquista&nbsp;online il biglietto della mostra &gt;</a><br />
</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/IfZsy3SgQrA" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-18490" src="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="auto, (max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="spreaker-player" href="https://www.spreaker.com/show/canaletto-venezia-le-sale-in-mostra" data-resource="show_id=3405532" data-theme="light" data-autoplay="false" data-playlist="show" data-cover="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/images.spreaker.com/original/2cb55515140fde16159e47ff58283d0d.jpg" data-width="100%" data-height="400px">Ascolta &#8220;Canaletto &amp; Venezia: le sale in mostra&#8221; su Spreaker.</a><script async="" src="https://widget.spreaker.com/widgets.js"></script></p>
<p>Sala dopo sala, ascoltiamo insieme il percorso di questa grande mostra, attraverso le opere di Canaletto e degli altri maestri della scuola veneziana, che hanno scandito la storia dell&#8217;arte della Serenissima durante il suo ultimo secolo da protagonista.</p>
<p>In collaborazione con <a href="https://www.unive.it/pag/34507/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Radio Ca&#8217; Foscari&nbsp;</a></p>
<p><a href="https://www.unive.it/pag/34507/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-26290 size-thumbnail" src="http://www.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/03/logo_radiocafoscari_-100x100.png" alt="" width="100" height="100"></a></p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Mostra</title>
		<link>https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/mostra-tintoretto/2018/02/18903/tintoretto/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Feb 2018 17:14:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[TINTORETTO 1519-1594]]></category>

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		<description><![CDATA[A Palazzo Ducale una grande mostra festeggia i 500 anni dalla nascita di Jacopo Tintoretto,  tra i giganti della pittura europea del XVI secolo e, indubbiamente, quello che più ha “segnato” Venezia con il marchio inconfondibile del suo genio. A più di ottant’anni dall’unica importante esposizione (1937) che Venezia gli abbia dedicato, Tintoretto torna dunque protagonista di un grande progetto che fornirà una visione assai rappresentativa della sua carriera, dalle prime opere, fino ai lavori degli ultimi anni. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal 7 Settembre 2018 al 6 Gennaio 2019</strong><br />
<strong>Venezia, Palazzo Ducale &#8211; Appartamento del Doge</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-18490" src="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="auto, (max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p>La Fondazione Musei Civici di Venezia e la National Gallery of Art di Washington presentano <strong>dal 7 settembre 2018 al 6 gennaio 2019 a Palazzo Ducale un progetto di ricerca di respiro internazionale per festeggiare i 500 anni della nascita del pittore veneziano Jacopo Tintoretto, tra i giganti della pittura europea del XVI secolo</strong>.</p>
<p>Nel percorso espositivo nell’Appartamento del Doge – a cura di Robert Echols e Frederick Ilchman, con la direzione scientifica di Gabriella Belli – si potranno ammirare<strong>&nbsp;50 dipinti e 20 disegni autografi&nbsp;</strong>di Tintoretto, prestati dai&nbsp;<strong>grandi musei internazionali,</strong>&nbsp;unitamente ai&nbsp;<strong>famosi cicli realizzati per Palazzo Ducale</strong>&nbsp;tra il 1564 e il 1592,&nbsp;<strong>visibili nell’originaria collocazione</strong>. L’esposizione permetterà dunque di riscoprire pienamente la<strong>&nbsp;pittura visionaria, audace e per nulla convenzionale di Jacopo Robusti</strong>&nbsp;che, figlio di un tintore,&nbsp;<strong>seppe sfidare la tradizione consolidata incarnata da Tiziano</strong>, sbalordendo e scegliendo di innovare: non solo con ardite soluzioni tecniche e stilistiche, ma anche con sperimentazioni iconografiche che segnarono un punto di svolta nella storia della pittura veneziana del Cinquecento.</p>
<p>Tra questi&nbsp;<strong>prestiti eccezionali</strong>, saranno esposte opere provenienti dai <strong>musei italiani</strong> e da quelli di <strong>Londra</strong> – la National Gallery, la Royal Collection, il Victoria and Albert Museum, la Courtauld Gallery – da <strong>Parigi, Gent, Lione, Dresda, Otterlo, Praga, Rotterdam</strong>. Dal <strong>Prado di Madrid</strong> arriveranno cinque opere straordinarie, comprese <em>Giuseppe e la moglie di Putifarre</em> (1555 circa), <em>Giuditta e Oloferne</em> (1552- 1555) e <em>Il ratto di Elena</em> (1578- 1579), di oltre tre metri di lunghezza. <em>Susanna e i vecchioni</em>, celebre e fascinoso capolavoro del 1555-1556, giungerà dal <strong>Kunsthistorisches Museum di Vienna</strong> e, grazie agli <strong>Staatliche Museen di Berlino</strong>, si vedrà in mostra il nobile <em>Ritratto di Giovanni Mocenigo</em> (1580 circa).<br />
E poi importanti opere&nbsp;<strong>dall’America</strong>: da Chicago a New York, da Philadelphia a Washington. Emblematici e rivelatori sono i&nbsp;due autoritratti con cui si apre e si chiude&nbsp;il percorso espositivo, eseguiti&nbsp;uno all’inizio e uno alla fine della carriera&nbsp;di Jacopo e prestati rispettivamente dal&nbsp;<strong>Philadelphia Museum of Art</strong>&nbsp;e dal&nbsp;<strong>Musée du Louvre.</strong></p>
<p>Il progetto, al quale hanno contribuito storici dell’arte di fama internazionale e che vede l&#8217;adesione delle più importanti istituzioni veneziane, si concretizza in <strong>un grande evento espositivo</strong> che si terrà a Palazzo Ducale e alle Gallerie dell’Accademia di Venezia.<br />
In queste due sedi prestigiose<strong> l&#8217;anniversario per i 500 anni dalla nascita di Tintoretto sarà celebrato dalla Fondazione Musei Civici di Venezia con l&#8217;esposizione <em>Tintoretto 1519 &#8211; 1594</em> a Palazzo Ducale e dalle Gallerie dell&#8217;Accademia di Venezia con l&#8217;esposizione <em>Il giovane Tintoretto</em></strong>, in un percorso integrato di straordinari capolavori provenienti dalle principali collezioni pubbliche e private del mondo, mentre numerosi dipinti presenti a Venezia saranno restaurati per l’occasione, grazie al sostegno di Save Venice Inc., per permettere al pubblico di ammirarle nella loro compiuta forza espressiva.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><br />
<a href="https://muve.vivaticket.it/ita/tour/mostra-tintoretto-1519-1594/2141" target="_blank" rel="noopener">Acquista&nbsp;online il biglietto &gt;</a></strong></span></p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/Cronologia-Tintoretto.pdf" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-17106" src="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2011/06/MUVE-icone-nuovo-sito17.jpg" alt="MUVE icone nuovo sito17" width="70" height="70" srcset="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2011/06/MUVE-icone-nuovo-sito17.jpg 923w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2011/06/MUVE-icone-nuovo-sito17-100x100.jpg 100w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2011/06/MUVE-icone-nuovo-sito17-300x300.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 70px) 100vw, 70px" /></a></strong><br />
<a href="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/Cronologia-Tintoretto.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Scopri la cronologia <em>Tintoretto e il suo tempo</em>&nbsp;&gt;</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-18490" src="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="auto, (max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p><strong><em>Direzione scientifica</em> Gabriella Belli</strong><br />
<strong><em>A cura di</em> Robert Echols e Frederick Ilchman</strong></p>
<p><strong><em>Mostra co-prodotta con</em> The National Gallery, Washington</strong></p>
<p><strong><em>Con la collaborazione di</em> Gallerie dell’Accademia, Venezia</strong><br />
<strong><em>Con il sostegno di</em> Save Venice Inc.<br />
<em>Con il supporto di</em> Louis Vuitton</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Mostra</title>
		<link>https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/mostra-ruskin/2018/02/18857/le-pietre-di-venezia/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Feb 2018 12:28:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[JOHN RUSKIN. Le Pietre di Venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[Personaggio centrale nel panorama artistico internazionale del XIX secolo, scrittore, pittore e critico d’arte, John Ruskin (1819-1900) ebbe un legame fortissimo con Venezia, alla quale dedicò la sua opera letteraria più nota: non solo uno studio imprescindibile della sua architettura ma anche un inno alla sua bellezza, unicità e fragilità. Ruskin torna ora a Venezia, nei luoghi della sua ispirazione. A Palazzo Ducale dal 10 marzo 2018. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>10 Marzo &#8211; 10 giugno 2018<br />
Venezia, Palazzo Ducale &#8211; Appartamento del Doge</strong></p>
<p><strong>A cura di Anna Ottani Cavina</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-18490" src="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="auto, (max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<ul>
<li><a href="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/mostra-ruskin/2018/02/18893/convegno-john-ruskin-venezia/"><strong>Convegno</strong>: <em>John Ruskin e Venezia</em>, 22 marzo 2018, Museo Correr</a></li>
<li><a href="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/mostra-ruskin/2018/03/19043/convegno-looking-at-tintoretto-with-john-ruskin/"><strong>Presentazione libro</strong> “<em>Looking at Tintoretto with John Ruskin</em>&#8220;</a></li>
</ul>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-18490" src="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/04/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="auto, (max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>&nbsp;</h3>
<h3><strong>John Ruskin “torna” a Venezia in una grande mostra.&nbsp; Per la prima volta in Italia, un evento internazionale punta i riflettori&nbsp; su Ruskin-artista e sul suo rapporto con la città lagunare.</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cosa sarebbe <strong>il mito di Venezia</strong> senza John Ruskin, cantore della bellezza eterna della città, tanto più affascinante ed estrema perché colta nella sua decadenza? Personaggio centrale nel <strong>panorama artistico internazionale del XIX secolo</strong>, scrittore, pittore e critico d’arte, l’inglese <strong>John Ruskin (1819-1900) ebbe un legame fortissimo con la città lagunare</strong>, alla quale dedicò la sua opera letteraria più nota, “<strong>Le pietre di Venezia</strong>”: uno studio della sua <strong>architettura</strong>, sondata e descritta nei particolari più minuti, e<strong> un inno alla bellezza, all’unicità ma anche alla fragilità di questa città</strong>.<br />
&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;<br />
Ruskin, <strong>ammirato da Tolstoj e da Proust</strong>, capace di influenzare fortemente l’estetica del tempo con la sua interpretazione dell’arte e dell’architettura, torna ora a Venezia nei luoghi della sua ispirazione; <strong>torna a Palazzo Ducale, edificio emblematico che egli esplorò a lungo da angolazioni diverse</strong>: taccuini, acquarelli, rilievi architettonici, calchi in gesso, albumine, platinotipi.</p>
<p>Ad ospitarlo è la sequenza di sale e loggiati tante volte raffigurati, ove la scenografia di <strong>Pier Luigi Pizzi</strong> dà risalto alle presenze architettoniche e scultoree della <strong>Venezia gotica e bizantina, medievale e anticlassica che egli tanto amava e che desiderava preservare dall’oblio</strong>.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>“[Venezia] giace ancora davanti ai nostri sguardi come era nel periodo finale della decadenza: un fantasma sulle sabbie del mare, così debole, così silenziosa, così spoglia di tutto all’infuori della sua bellezza, che qualche volta quando ammiriamo il languido riflesso nella laguna, ci chiediamo quasi fosse un miraggio quale sia la città, quale l’ombra. Vorrei tentare di tracciare le linee di questa immagine prima che vada perduta per sempre, e di raccogliere, per quanto mi sia possibile, il monito che proviene da ognuna delle onde che battono inesorabili, simili ai rintocchi della campana a morto, contro le pietre di Venezia”&nbsp;&nbsp;</em>John Ruskin, The Stones of Venice, vol. I, ch. I, § 1&nbsp;</p>
<p>Voluta da <strong>Gabriella Belli</strong> quale tributo alla conoscenza e al mito di Venezia, la mostra è curata da <strong>Anna Ottani Cavina: prima presentazione a tutto campo, in Italia</strong>, dell’opera di un artista che “ha valicato ogni confine in nome di una visione interdisciplinare, praticata quando il termine ancora non c’era”.</p>
<p>Pervaso da spirito religioso maturato nell’Inghilterra vittoriana, <strong>animato da una visione etica, che lo spinse ad agire sul piano sociale e politico</strong> con l’obiettivo utopico di una società organica e felice per tutti (tanto che Gandhi ne sarà incantato), strenuo oppositore del meccanicismo e del materialismo che vedeva diffondersi, Ruskin nel corso della sua vita opera e s’interroga sulle questioni sociali, sull’arte, sul paesaggio e sulla Natura; scrive di mineralogia e di botanica, così come di economia, architettura e restauro, preoccupato che le tecniche allora in uso finissero con il cancellare gli edifici medievali.</p>
<p><strong>La mostra fa una scelta</strong> e, non potendo dare conto della complessità di Ruskin e del suo genio versatile in tanti e diversi campi, <strong>si focalizza sull’artista, articolandosi attorno a cento sue opere che ne documentano la vocazione a tradurre in immagini la realtà, fissando su migliaia di fogli, a penna e acquarello</strong>, il suo “instancabile tentativo di comprendere il mondo”. Si tratta eccezionalmente di prestiti tutti internazionali – un grande merito dell’esposizione &#8211; considerato che i musei italiani non custodiscono sui lavori.</p>
<p>“Lo sguardo colorato di Ruskin – scrive Ottani Cavina –</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>sarà una rivelazione per il pubblico italiano, poiché è lui il più grande acquarellista dell’età vittoriana”. Monito per la salvezza di Venezia, la mostra vuole dunque essere anche una sfida a celebrare John Ruskin come grande e singolare pittore, al di là del suo eclettismo e della sua stessa determinazione a privilegiare la parola scritta. La città, l’architettura, i grandi maestri veneziani di cui riproduce le opere reinterpretandole, la tensione a esplorare la natura, fra curiosità e immaginazione, sono i leitmotiv di questo incontro con i lavori di Ruskin, che da critico si batté per la modernità riconoscendo, in particolare, la forza rivoluzionaria della pittura di Turner, difeso contro i detrattori in vari scritti e nell’opera in più volumi “Modern Painters</em>”.</p>
<p><strong>Un incontro fondamentale quello avvenuto, in giovane età, con un maturo Turner</strong> al quale, secondo Ruskin, “la natura ha dato un occhio particolare e un’immaginazione selvaggiamente bella”: tanto che del <strong>“pittore della luce” saranno in mostra alcune straordinarie raffigurazioni della città lagunare</strong>, come Venezia, Punta della Dogana e Santa Maria della Salute prestato dalla National Gallery di Washington e Venezia, cerimonia dello Sposalizio del mare dalla Tate di Londra.</p>
<p><strong>La pittura di Ruskin non punta in realtà al sublime</strong> come quella di Turner, né all’astrazione tutto colore e luce:<strong> è descrittiva, analitica, finalizzata a immortalare la realtà</strong>; eppure nello studio del dato naturale o nella ossessiva resa dei particolari architettonici c’è assoluta visionarietà, convinto &#8211; proprio dai quadri del «suo» Turner &#8211; che il vero artista sia un veggente, un profeta o, addirittura, uno «scriba di Dio», capace cioè di cogliere e rappresentare la verità divina contenuta nella realtà naturale.</p>
<p>Oltre al <strong>viaggio in Italia</strong> e alla <strong>fascinazione per la natura</strong> &#8211; con una serie di acquarelli che privilegiano il <strong>tema della montagna e i paesaggi della penisola</strong> &#8211; il cuore dell’esposizione è comunque <strong>il rapporto dell’artista con Venezia</strong>.</p>
<p>Questo legame, coltivato nell’arco di una vita, a partire dal primo incontro a sedici anni, e alimentato in <strong>undici viaggi tra il 1835 e il 1888</strong>, è esplicitato sotto diversi punti di vista – <em>Studi di nuvole</em>, <em>Tramonti</em>, <em>Pleniluni</em>, <em>Scorci della laguna</em>, <em>Studi dai grandi pittori veneziani: Carpaccio, Veronese, Tintoretto</em> – ma verte essenzialmente sul tema cruciale della <strong>“natura del gotico”</strong>, con la sua riscoperta e celebrazione: il momento più alto dell’arte e dell’architettura non solo dal punto di vista estetico ma anche morale.</p>
<p>Il testo di riferimento è <strong>il magnifico libro “<em>The Stones of Venice</em>” (1851-1853, 3 volumi)</strong>, al quale si aggiungono <strong>le scenografiche tavole in folio degli <em>Examples of the Architecture of Venice</em></strong>, pubblicate negli stessi anni, e <strong><em>St. Mark’s Rest</em></strong>, nato come revisione de <em>Le pietre di Venezia</em>, dopo che egli aveva assistito alla demolizione di parti importanti della Basilica di San Marco, e divenuto una guida della città “per i pochi viaggiatori che ancora hanno a cuore i suoi monumenti”.</p>
<p>Infine, ad accompagnare in questo affascinante viaggio, c’è anche una <strong>selezione dei <em>Venetian Notebooks</em></strong> (taccuini di schizzi, misurazioni, piante, spaccati e fittissimi ap-punti), quindi <strong>manoscritti di Ruskin per <em>The Stones of Venic</em><em>e</em> (frammenti di carta azzurra mai prima esposti e conservati alla Morgan Library di New York)</strong>, alcune <strong>prime edizioni a stampa, dagherrotipi, foto storiche e dipinti emblematici dei grandi pittori del Cinquecento veneziano</strong> a confronto con gli studi che il critico inglese aveva tratto da essi.</p>
<p><strong>La Venezia di Ruskin è paradigma, scoperta, ossessione</strong>; città per lui da amare per l’assoluta bellezza e da odiare per il suo decadimento, <strong>in uno stringente rapporto tra architettura e società civile</strong>; Venezia da cantare e da salvare: <strong>Ruskin “Direttore di coscienze”, come lo definì Proust</strong> nel necrologio pubblicato a pochi giorni dalla sua morte (avvenuta il 27 gennaio 1900), <strong>lancia un monito ancora attuale</strong>.</p>
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