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	<title>Archivio Palazzo DucaleHENRI ROUSSEAU. Il Candore Arcaico Archivi - Archivio Palazzo Ducale</title>
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		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 09:33:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[HENRI ROUSSEAU. Il Candore Arcaico]]></category>

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		<description><![CDATA[Prodotta da 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE arriva l'attesissima mostra dedicata a Henri Rousseau che porta all'attenzione dei visitatori dell'Appartamento del Doge il confronto tra il "Doganiere" e i grandi protagonisti dell’ Arte tra fine XIX secolo e il periodo delle Avanguardie con oltre cento opere provenienti dalle più importanti istituzioni internazionali. La mostra vede la collaborazione speciale del Musée d'Orsay e del Musée de l'Orangerie di Parigi e il patrocinio della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Laguna. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>HENRI ROUSSEAU </strong><br />
<em><strong>Il candore arcaico </strong></em></p>
<p><strong>6 marzo &#8211; 5 luglio 2015 </strong><br />
<em><strong>Venezia, Palazzo Ducale &#8211; Appartamento del Doge</strong></em></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong><em>Prorogata fino al 6 settembre 2015</em></strong></span></p>
<p><strong>_</strong></p>
<p>Personalità centrale della cultura figurativa tra la fine del XIX secolo e il rivoluzionario periodo delle avanguardie, <strong>Henri Rousseau</strong> (Laval, 1844 – Parigi, 1910), famoso per le atmosfere oniriche, le foreste e i paesaggi incantati, sfugge da sempre a qualsivoglia catalogazione. Inutile etichettare il suo lavoro: il modo stesso in cui il pittore è stato interpretato, il più delle volte, è stato frutto di una serie di malintesi; eppure la forza della sua pittura, snobbata dai critici ma apprezzata dagli artisti, è espressione di un fenomeno che non ha paragoni nel campo dell’arte tra Otto e Novecento.</p>
<p>A Rousseau, detto <strong><em>il Doganiere</em></strong>, la Fondazione Musei Civici di Venezia, con la collaborazione scientifica e i prestiti eccezionali dei <strong>Musées d&#8217;Orsay et de l&#8217;Orangerie</strong> di Parigi e il patrocinio della <strong>Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Laguna</strong>, dedica una straordinaria mostra, prodotta da <strong>24 ORE Cultura &#8211; Gruppo 24 ORE</strong>, con oltre cento opere provenienti dalle più importanti istituzioni internazionali (quaranta capolavori dell’artista e sessanta opere di confronto), ospitata nell’<strong>Appartamento del Doge a Palazzo Ducale</strong>.</p>
<p>Il progetto, nato da un’idea di <strong>Gabriella Belli</strong> e <strong>Guy Cogeval</strong>, commissari dell’esposizione, condiviso e sviluppato con la collaborazione di Laurence des Cars e Claire Bernardi e con il supporto di Elisabetta Barisoni, non vuole essere l’ennesima celebrazione della <em>naïveté</em> del pittore francese, ma piuttosto la presentazione di un lungo percorso di studi iniziato più di tre anni fa.</p>
<p>Una ricerca che ha messo nella giusta luce critica e storiografica l’opera di Rousseau, figura di riferimento per i grandi protagonisti delle avanguardie storiche, per intellettuali come <strong>Apollinaire </strong>e <strong>Jarry</strong>, per grandi collezionisti come <strong>Wilhelm Uhde</strong> e <strong>Paul Guillaume</strong>, ma anche per tanti pittori che precedettero e superarono le avventure del cubismo e del futurismo: da <strong>Cézanne </strong>a <strong>Gauguin</strong>, da <strong>Redon </strong>a <strong>Seurat</strong>, da <strong>Morandi </strong>a <strong>Carrà</strong>, da <strong>Frida Kahlo</strong> a <strong>Diego Rivera</strong>, per non dire di <strong>Kandinskij </strong>e <strong>Picasso</strong>. Tutti artisti presenti in mostra con opere che dialogano coerentemente con quelle dipinte dal Doganiere nella sua breve ma intensa stagione creativa, tra il <strong>1885</strong> e il <strong>1910</strong>.</p>
<p>Accanto a essi, una scelta mirata di lavori esemplari di antichi maestri – da <strong>Liberale da Verona</strong> al <strong>Maestro della Fruttiera Lombarda</strong>, da <strong>Giovanni di ser Giovanni</strong> detto lo Scheggia a <strong>Francisco Goya</strong> – per indagare, con un taglio critico assolutamente nuovo, quell’ispirazione all’<strong>arcaismo</strong> che nel corso dei secoli corre parallela al classicismo e della quale l’opera di Rousseau sembra essere lo spartiacque tra Otto e Novecento.</p>
<p>Un<strong> evento mai realizzato prima d’ora in Italia</strong>, che attraverso <strong>otto sezioni tematiche</strong> consente di ammirare alcuni dei più celebri capolavori del pittore francese, come il celebre <em>Io: ritratto-paesaggio</em> (1889-90), che l’artista considerava il primo “ritratto-paesaggio” della storia dell’arte, Il cortile (1896-98) acquistato personalmente da Kandinsky ed esposto nella prima mostra del Blaue Reiter a Monaco, <em>La guerra</em> <em>o la cavalcata della Discordia</em> (1894) dipinta da Rousseau con quello sguardo innocente che <strong>Ardengo Soffici</strong>, suo grande estimatore, definiva ricco di “ingenuità da bambino”.</p>
<p>Un <strong>“candore arcaico”</strong> che emerge anche nelle opere dedicate alla natura selvaggia e nelle famosissime giungle, di cui ben sei sono in mostra – dalla bellissima <em>Incantatrice di serpenti </em>(1907) al <em>Cavallo assalito da un giaguaro</em> (1910) – come pure nei più bucolici paesaggi di campagna e di città. Quindi, le nature morte e la serie sorprendente dei ritratti maschili e femminili (spesso di amici o familiari), che mostrano anche la capacità di Rousseau di cogliere la vita della piccola borghesia, protagonista della placida e apparentemente innocua periferia cittadina, e la forza identitaria di un artista assolutamente unico e originale.</p>
<p>Proprio per sottolineare ancora una volta l&#8217;importanza e l&#8217;impatto che la produzione artistica di Rousseau ebbe nell&#8217;ambiente intellettuale della Parigi di inizio Novecento, nel percorso della mostra il visitatore rivivrà l&#8217;emozione del famoso banchetto che <strong>Pablo Picasso</strong> organizzò in onore del <em>Doganiere </em>nel 1908, in occasione dell&#8217;acquisto del <em>Ritratto di donna.</em> Il dipinto di Rousseau sarà esposto di fronte alla<em> La bouteille de Bass </em>di Picasso, in una stanza animata dalla recitazione del poema che Guillaume Apollinaire dedicò a Rousseau durante il celebre banchetto e immersa nella musica del valzer &#8220;<em>Clemence</em>&#8220;, composto dallo stesso <em>Doganiere </em>e suonato in quell’occasione.</p>
<p><strong>_</strong></p>
<p>Commissari: Gabriella Belli e Guy Cogeval<br />
A cura di Laurence des Cars e Claire Bernardi<br />
Con la collaborazione di Elisabetta Barisoni<br />
Progetto di allestimento: Daniela Ferretti<br />
Con la collaborazione speciale di Musée d’Orsay (Parigi), Musée de l’Orangerie (Parigi)<br />
Con il patrocinio diSoprintendenza per i Beni Architettonicie Paesaggistici di Venezia e Laguna<br />
Prodotta da24 ORE Cultura &#8211; Gruppo 24 ORE</p>
<p><strong>_</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em><strong><a href="http://www.mostrarousseau.it/" target="_blank">Visita il sito ufficiale della mostra &#8220;Henri Rousseau. Il candore arcaico&#8221; &gt;&gt;</a></strong></em></span></p>
<p><img decoding="async" class="alignleft" src="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2015/02/loghi-muve_24ore_orsay_609_w_nosfondo.png" alt="mostra henri rousseau palazzo ducale venezia istituzioni partner" width="438" height="62" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter" src="https://archivio-palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2015/02/loghi-sovrintendenza-coin_trenitalia_rousseau_609px-w.png" alt="mostra henri rousseau palazzo ducale venezia partner" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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